I 3 libri che ogni fiorentino dovrebbe leggere

Firenze nelle pagine di tre libri imperdibili. Per leggere la città e i suoi abitanti con gli occhi di due grandi scrittori toscani e di un osservatore straniero d’eccezione.

Le ragazze di San Frediano – Vasco Pratolini

Fiorentino DOC e cantore del volto più popolare di Firenze, Pratolini come nessun altro sa raccontarne lo spirito. È il caso di questo romanzo, lettura ideale per addentrarsi nell’animato quartiere di San Frediano. Dove l’Arno vi scorre nel suo letto più disteso, custode dell’anima più becera e vivace dei fiorentini.

Al centro della vicenda, i litigi amorosi delle ragazze del rione; oggetto dell’aspra contesa è Aldo Sernesi, meglio conosciuto come Bob per via della sua somiglianza con l’attore di Hollywood Robert Taylor. Un Don Giovanni di prima categoria nonché bugiardo impenitente. A cui le ragazze di San Frediano sapranno impartire una lezione a dir poco esemplare. Una “congiura delle belle” che si trasforma in un’esilarante educazione sentimentale dal sapore boccacciano.

Maledetti toscani – Curzio Malaparte

Un affresco ruvido e e impietoso che svela vizi e virtù del popolo con il Paradiso negli occhi e l’inferno in bocca. Con minuzia da antropologo e guizzi ironici, Malaparte accompagna il suo lettore di città in città per conoscerne gli abitanti. Uomini e donne sempre sospesi tra una congenita tensione alla libertà, perchè chi non è uomo libero è uomo grullo, e le piccinerie a volte meschine della vita di tutti i giorni.

Tra la gentilezza dei senesi e il testardo spirito d’iniziativa dei suoi conterrai di Prato, non possono mancare i fiorentini: indomiti, orgogliosi, superbi. Sempre pronti a ricordare, anche al Granduca, che a Firenze si fa così.  Un compendio della toscanità, che solo un toscano poteva scrivere. Imperdibile, anche semplicemente per bearsi del fatto che nessuno ci disprezza (non essendo ancora nato, e forse non nascerà mai, l’uomo che possa disprezzare i toscani). Ipse dixit.

Camera con vista – E. M. Forster

Protagonisti inglesi come l’autore, ma un ruolo preponderante per Firenze, nel libro come nel film trattone da James Ivory. Lì si trova infatti la Pensione Bertolini, dove una disputa per avere una camera affacciata sull’Arno dà l’avvio alla trama e alle vicessitudini della giovane Lucy.

Sono i Lungarni prima e le colline di Fiesole dopo a far da sfondo al percorso d’amore della ragazza, così come è sempre la città toscana ad ospitare il coronamento della sua storia con George Emerson.

Se il romanzo contiene in se’ il germe della critica al moralismo dell’Inghilterra edoardiana, le sue pagine sono anche un grande omaggio ad una città unica. Per riscoprire, dipinta con lo sguardo del viaggiatore, la magia di luoghi dove è ben triste che tu debba avere una camera senza vista.

Photo credits: immagine di copertina – Alessandro Scarcella

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