Gli Indignados: chi sono e cosa vogliono?

Il 15 Ottobre 2011 sarà una giornata all’insegna del diritto.

Vedremo la mobilitazione globale degli Indignados di mezza europa che scenderanno per strada e riempiranno le piazze di Roma, Atene, Madrid, Londra, Berlino, Parigi.

Firenze, invece, ospiterà a Palazzo Vecchio una convention sullo stato del diritto in Italia.

Cosa è un diritto?

Dare una definizione di diritto non è semplice: è mutevole per geografia, politica e cultura. Possiamo però identificarlo con l’insieme delle norme (giuridiche) che ordinano la vita di una comunità in un determinato momento storico.

Il diritto non è figlio della legislazione, ma della società stessa, ed è naturale che con l’evoluzione dell’una si assista all’evoluzione dell’altro. Ma la ricerca di un diritto nuovo e più equo si basa necessariamente sul rispetto e la solidità dei diritti di base. E se ciò venisse a mancare?

Il risveglio dei diritti

Un diritto spesso ci sembra dovuto, naturale e non ci si accorge della libertà che ci garantisce finché non ci viene negato.
Da mesi ormai assistiamo al “risveglio” di interi popoli che chiedono giustizia perché non sono più disposti a tollerare gli egoismi dei propri governi.

In Iran, Tunisia, Algeria, Egitto, Marocco, Bahrein, Siria, Islanda, Spagna, Grecia e ora Israele, cittadini -e non fazioni politiche-, semplici esseri umani, chiedono la tutela dei propri diritti e la partecipazione del popolo alle decisioni del governo.
Si è sviluppata a macchia d’olio in Europa una nuova forma di protesta sociale apartitica, quella degli Indignati (dagli indignados spagnoli) che si basa sulla non violenza e che ha come obiettivo quello di risvegliare le coscienze dei popoli.

Gli Indignados: dalla Spagna al resto del mondo

Lo scorso 15 Maggio 2011 (e successivamente anche il 27 Giungo) le piazze di Madrid, Barcellona, Valencia, Siviglia e tante altre città spagnole sono state teatro di una nuova forma di mobilitazione e protesta popolare. Gli attori sono meglio noti come Indignados e sono studenti, disoccupati, cassaintegrati, pensionati: un miscuglio di generazioni unito dall’indignazione nei confronti di uno stato in cui il tasso di disoccupazione è del 21%, in cui banche e politica collidono, in cui è emerso un forte sentimento di urgenza di salvare il proprio futuro.

L’obiettivo delle manifestazioni non è stato solo quello di protestare contro il sistema, ma di inizare un coordinamento che portasse all’assemblea di popolo, alla partecipazione e alla proposizione di valide alternative alla crisi.
Si sono conosciuti e uniti sui Blog, hanno diffuso il loro pensiero grazie a Twitter e Facebook, e dalla Spagna il movimento si è allargato prima a Parigi, Bruxelles, poi in Grecia e ora in tutta Europa e a Wall Street.

In Italia?

In Italia i primi bagliori del movimento si sono scorti il 5 settembre a Milano, davanti a Piazza Affari centinaia di giovani si sono radunati pacificamente con tende, idee e musica jazz. Il movimento poi si è spostato nelle varie piazze Italiane: Bologna, Roma, Padova, Bari, Firenze, Pisa e piano piano si sta diramando sempre più capillarmente in tutte le regioni Italiane. Il coordinamento avviene grazie a numerose pagine di Facebook e blog di associazioni che condividono l’iniziativa.

«Italian Revolution»

Gli «indignati italiani» appariranno  il prossimo 15 Ottobre a Roma in Piazza del Popolo e nelle strade di molte altre città europee per protestare contro un mercato del lavoro sempre più improntato sulla precarietà, contro la riduzione dei servizi (istruzione, cultura, pensioni, territorio). Il tentativo è quello di proporre una maggiore sensibilizzazione della popolazione alle tematiche socio-politiche, un’apertura all’immigrazione, una democrazia rappresentativa dei cittadini, prospettive reali per il futuro dei giovani.


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Mara Bonapersona

Mara Bonapersona

Mara è una psicologa impegnata nel sociale, specializzata in psicologia transculturale ed etno-psichiatria e nella gestione di organismi no-profit. Amante dell’inconscio, della mente e di tutte le sue potenzialità è irrispettosa di ogni status quo che non condivide. Crede nella libertà di pensiero, di espressione e nella partecipazione. È nata con la valigia, ma nonostante sia continuamente in viaggio probabilmente non si è ancora accorta che quello che cerca non è una nuova frontiera, ma l’assenza di ogni frontiera. Nel frattempo si impegna ad abitare la sua Lebenswelt (http://sometimesitssimple.tumblr.com/).


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