Come scoprire la Divina Commedia passeggiando per Firenze

Una passeggiata che inizia da Palazzo Vecchio per concludersi all’ombra di Orsanmichele. Vi spiego come scoprire l’opera di Dante in una caccia al tesoro alla ricerca delle lapidi che ne riportano i versi.

Io sono stonesiana, da sempre. Ai 4 ragazzi di Liverpool ho sempre preferito la bocca smorfiosa delle Pietre Rotolanti. Con altrettanta certezza, posso affermare che ho sempre preferito Dante a Shakespeare. 

Si è soliti dire che il Bardo di Avon abbia abbracciato tutta l’umanità con i suoi versi. Senza nemmeno aver sfiorato gli apici raggiunti dal Sommo Poeta. Perché la Divina Commedia è il libro della bellezza, il vertice più alto di ogni espressione letteraria, dove immagini e metafore rimbalzano da ogni parola, rimanendo sempre attuali. 

Leggete i sonetti di Shakespeare, commuovetevi di fronte all’amore mortale di Romeo e Giulietta, seguite quel discolaccio di Puck nel bosco tra gli elfi e le fate, sporcatevi le mani di sangue insieme a Macbeth. Ma non troverete mai niente come la Commedia di Dante: un’opera popolare e complessa, volgare e aulica, antica e moderna.

lapidi della divina commedia

Non tutti sanno che nel centro di Firenze sono collocate alcune lapidi della Divina Commedia con citazioni delle terzine dantesche. Questo affascinante percorso murale venne creato su iniziativa del Comune da un comitato di insigni dantisti (come Isidoro del Lungo e Piero Torrigiani, giusto per citarne alcuni) tra il 1900 e il 1907. 

Gli studiosi furono incaricati di individuare nell’Opera i versi che contenessero un collegamento specifico alla città di Firenze, come riferimenti toponomastici, geografici e nomi di personaggi. Successivamente vennero scelti i luoghi più adatti in cui collocare le lapidi. 

Sulle orme del Sommo, potrete così ripercorrere il viaggio dantesco, scoprendo il peccato mortale della famiglia Uberti nel cortile di Palazzo Vecchio, ricordare Beatrice lungo via del Corso, o ancora piangere i tormenti di Brunetto Latini presso la chiesa di Santa Maria Maggiore. Non aggiungo altro, non mi resta che augurarvi una buona caccia al tesoro, alla scoperta di questi versi inscritti nella pietra, passeggiando per Firenze. 

Credits foto: Frank (cover);

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