Com’è cambiata via Maggio, tempio degli antiquari di Firenze

È una realtà culturale unica al mondo: via Maggio, il tempio degli antiquari, un tempo brulicava di botteghe. Ho fatto quattro chiacchiere con Olivia Turchi, che mi ha raccontato com’è cambiata questa strada di Firenze.

«Bisogna salvaguardare l’identità di via Maggio». Olivia Turchi, presidente dell’Associazione via Maggio, non ha dubbi sul futuro della strada degli antiquari di Firenze per eccellenza. Come non essere d’accordo, d’altronde. Via Maggio è un concentrato di arte e cultura; custode di un patrimonio senza eguali che da sempre anima l’Oltrarno.

Conosco Olivia da anni, condivido con lei l’idea che questa strada storica nel cuore di Firenze debba essere riqualificata e restituita non solo agli artigiani, ma anche ai cittadini e ai residenti. E allora partiamo dagli obiettivi.

Olivia, cosa auspichi per via Maggio?

Via Maggio è una delle arterie principali del commercio fiorentino, oltre ad essere testimone di una tradizione antichissima e ancora oggi amata, quella dell’antiquariato appunto. Il nostro obiettivo è quello di vedere la strada pedonalizzata. Come avverrà per Ponte Santa Trinita ad esempio.

Che trasformazione ha subìto la strada?

Considera che via Maggio rappresenta una realtà culturale unica al mondo, che purtroppo si sta pian piano riducendo. Un tempo si contavano decine di botteghe in più. C’era un’elevatissima concentrazione di negozi che nascevano dai cantieri di Palazzo Pitti.

Non dimentichiamoci che stiamo parlando dell’antica via di Corte, la via Maggiore che rappresentava il principale accesso alla città da Roma.

Via Maggio, palazzo Bianca Cappello

Senza considerare i palazzi storici che la adornano.

Certo, la concentrazione di edifici rinascimentali in via Maggio non esiste in nessuna altra parte di Firenze. Da quello di Bianca Cappello, dove la dama veneziana visse una delle più chiacchierate storie d’amore del Rinascimento; fino a Palazzo Ridolfi che custodisce un patrimonio artistico degno di nota e ancora, Palazzo Rosselli del Turco.

Nonostante le difficoltà, la via è ancora un polo di attrazione?

Direi di sì. Malgrado tante botteghe abbiano chiuso altrettante ne sono comparse negli ultimi anni. Questo la dice lunga sul desiderio di risollevare la strada. Ammetto che di conquiste ne abbiamo fatte grazie al Comune – ad esempio i lampioni – ma di cose da fare ce ne sono ancora molte.

Quali sono le prossime iniziative?

Abbiamo organizzato una mostra fotografica – “L’antiquario fiorentino” – a Palazzo Bartolini Salimbeni in piazza Santa Trinita in occasione della 28° edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato. L’idea nasce per salvaguardare e tutelare l’identità di via Maggio e dell’arte antiquaria a Firenze. L’inaugurazione è il 7 ottobre e la mostra durerà fino al 15 ottobre. Ti aspetto.

 Photo credit: Guido Cozzi (cover); Associazione via Maggio (immagine interna).

Partecipa alla discussione