La chiesa col culo in Arno

Chi conosce i fiorentini sa che sono irriverenti e un po’ anarchici. La colorita espressione «chiesa col culo in Arno» ne rappresenta proprio questo tratto.

La chiesa di San Jacopo Soprarno ha origini antiche: risale al X o XI secolo circa e venne costruita in stile romanico, dando poi il nome al borgo che le fu costruito intorno.

Qui si riunirono i vecchi nobili fiorentini nel  1293 quando Giano della Bella, priore di Firenze, promulgò gli Ordinamenti di Giustizia. Queste erano infatti delle leggi che escludevano dal potere la nobiltà latifondista, rendendo eleggibili solamente gli appartenenti a un’Arte, cioè una corporazione.

La chiesa col culo in Arno aveva anche un’importante tradizione finanziata dal priore: il palio dei navicelli. La sera del 25 luglio i barcaioli partivano dal gretto del fiume proprio sotto la chiesa per arrivare a colpi di stanga – il remo a pertica – fino alla pescaia di Santa Rosa. Purtroppo questa festa ebbe luogo fino al 1250, anno in cui venne annullata.

chiesa col culo in arno San Jacopo Soprarno

Vasari racconta che nel 1418 Brunelleschi si “allenò” nella chiesa col culo in Arno. La famiglia Ridolfi infatti gli commissionò una cappella proprio dentro la chiesa di San Jacopo Soprarno.

Sempre secondo Vasari, il grande architetto costruì una cupola in scala di ridotta rispetto a quella che presto avrebbe progettato per il duomo di Firenze. Sembra che una restaurazione compiuta anni dopo distrusse sia le decorazioni che la struttura pensata da Brunelleschi.

Dalla metà del ‘500 la chiesa incominciò a passare da un ordine monacale all’altro: una volta ai francescani, una agli scopetini che ricostruirono il porticato esterno grazie all’aiuto del granduca Cosimo I e una ai barbetti. Oggi sono i greco-ortodossi a farci messa.

Ma già prima di tutti questi passaggi i fiorentini la chiamavano la chiesa col culo in Arno. Infatti la sua abside, cioè la parte semi circolare posta in fondo alla chiesa, dà direttamente sull’Arno, che quando è piena arriva a bagnarla.

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