Wired Next Fest a Firenze: parola d’ordine semplicità

L’innovazione tecnologica fa rima con semplificazione della vita. Al Festival di Wired tre giorni per confrontarsi e comprendere come big data, robotica e sistemi digitali abbiano rivoluzionato persone, aziende e organizzazioni. Il tutto con grandi personalità nazionali e internazionali sul palco per 30 minuti: giusto il tempo per “contaminare” idee ed esperienze.

 

Edizione da record per il Wired Next Fest a Firenze: nel suo terzo anno a Palazzo Vecchio, il Festival che ha fatto delle contaminazioni fra tecnologia-cultura-società-ambiente-economia (e persino politica) il suo topic principale ha totalizzato grossi numeri in termini di presenze (in 60mila hanno raggiunto lo storico edificio nel cuore della città e in tanti si sono accontentati del maxi schermo in Piazza della Signoria) e naturalmente di seguito sui social network.

 

A lezione di semplicità

A partire dalla serata di venerdì 28 settembre, per l’apertura musicale della manifestazione promossa da Wired Italia – la rivista diretta da Federico Ferrazza – e nelle giornate di sabato 29 e domenica 30, il Wired Next Fest è stato crocevia di personalità di rilievo nazionale e internazionale che hanno ragionato sulla key word “semplicità”. Lo hanno fatto attraverso conversazioni, interviste, laboratori, piccole lezioni, esibizioni musicali. Tutto per dimostrare l’importanza di questo valore che, lungi dall’essere confuso con l’ovvia banalità, ha in sé una straordinaria importanza in ogni ambito. Basti pensare all’innovazione tecnologica: un mare di codici e artifici apparentemente incomprensibili nella loro rigida complessità che hanno stravolto la quotidianità, essenzialmente in meglio, semplificando la vita delle persone, delle aziende e delle istituzioni. Come da programma, trenta minuti per ciascun oratore accorso nel Salone dei Cinquecento e nella Sala d’Arme. Un format vincente, sforato solo in poche e piacevoli occasioni.

 

Persone e rivelazioni

Tra i grandi ospiti: il papà della Rete Internet Vint Cerf, l’astronauta Luca Parmitano, il direttore del Tg di La7 Enrico Mentana, il whistleblower Christopher Wylie, il matematico Piergiorgio Odifreddi, la scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo, la scrittrice Michela Marzano, l’attore e regista Sergio Castellitto, l’economista Carlo Alberto Carnevale Maffè, il regista e comico Terry Gilliam, i conduttori radio e tv Alessandro Cattelan e Andrea Delogu. E poi tanti cantanti: da Alessandra Amoroso, Francesca Michelin, Giuliano Palma e Federica Abbate per il party d’inizio; Colapesce, Riccardo Sinigallia, Motta e Morgan per il sabato sera all’insegna del cantautorato e della necessità di comunicare la bellezza della semplicità con la musica; fino a Dente e Mika che hanno rispettivamente aperto e chiuso il palcoscenico del Wired nell’ultima giornata in calendario.

Michela Marzano: “Le parole sono sorgenti di vita”

 

Immancabile la presenza del “padrone di casa”, il sindaco di Firenze Dario Nardella che, dopo aver partecipato all’evento podistico “Corri la vita”, ha annunciato una novità ai suoi cittadini: la creazione di “+Firenze”, un’applicazione (attiva dal prossimo 4 novembre) che permetterà a chiunque di segnalare problemi di decoro urbano in modo geo-referenziato. Una volta effettuato l’intervento, lo stesso cittadino riceverà una foto del miglioramento richiesto. Il primo cittadino ha anche rivelato che il Comune sta lavorando «con Waze, grande operatore di open data, per realizzare un’unica App dedicata al traffico cittadino, così da poter arrivare ad avere a disposizione il percorso ideale per ognuno di noi». Insomma, esempi di come il digitale abbia rivoluzionato in positivo anche le città e la loro vivibilità.

 

Polemiche sull’organizzazione a parte (molti presenti hanno lamentato soprattutto le lunghe code e l’impossibilità di accedere ad alcuni eventi a causa della capienza massima delle sale, fattori che andranno sicuramente ripensati per il prossimo anno), l’edizione 2018 del Wired Next Fest di Firenze ci ha fatto comprendere che il presente può gettare le basi per un futuro migliore solo se persone, idee, pensieri, tecnologie ed esperienze continueranno a intersecarsi e a connettersi, semplicemente.

 

Angelica Sicilia

Partecipa alla discussione