Cannes riscopre i classici. Da Sergio Leone a Steven Spielberg

La 65° edizione celebra il grande cinema. Con edizioni restaurate di capolavori indimenticabili.

Grandi nomi anche fuori concorso: per la 65° edizione la Croisette rende omaggio al cinema d’annata. Che per la prima volta contende a quello attuale onori e passerelle. Ecco i titoli più attesi all’interno della rassegna.

C’era una volta in America (1984)

Crepuscolare, gigantesco, lirico e struggente: il titanico affresco criminale di Sergio Leone sull’America dei grandi gangster è certamente uno degli eventi più sospirati di tutto il Festival. Restaurato dalla Film Foundation di Scorsese, la pellicola verrà presentata con circa 20 minuti inediti. Per un piacere prolungato.

Lawrence d’Arabia (1962)

Un mondo in guerra, un inglese in fuga da se stesso, un mare di sabbie roventi: il regista David Lean ci regala un kolossal quasi mitologico, illuminato dallo sguardo trasparente di un grandissimo Peter O’ Toole. Una nuova versione restaurata – la prima risale al 1989 – per seguire il celebre avventuriero. Sempre immerso nella luce abbagliante dell’ incudine del sole.

Lo squalo (1975)

Un classico dell’alta tensione, che vanta una pletora di epigoni più o meno dichiarati. Steven Spielberg rilegge la storia di Moby Dick offrendone una visione terrificante e personalissima. Il risultato è un mix riuscitissimo di alta tensione e entertainment all’americana. Che oggi possiamo godere anche in versione Blu-ray.

Tess (1979)

La tragica epopea di Tess dei D’Ubervilles, una “donna pura” vittima dell’impietosa società borghese. Roman Polanski traspone il celebre romanzo di Thomas Hardy (1891) scegliendo la via del naturalismo e il volto della splendida Nastassja Kinski. Un restauro dovuto ad un affresco dalle tinte melodrammatiche.

Viaggio in Italia (1954)

“Con l’apparizione di Viaggio in Italia tutti i film sono improvvisamente invecchiati di dieci anni”, dichiarava nel 1955 il regista Jacques Rivette. Immancabile dunque il nome di Roberto Rossellini, un cineasta che – forse più di tutti – scelse di descrivere il quotidiano, gli umili e soprattutto la strada. Una riedizione smagliante per riscoprire il grande cinema delle origini.

 

 

Share on Tumblr


Partecipa alla discussione