La storia del peposo e il suo legame col Duomo di Firenze

Che cosa hanno in comune il peposo dell’Impruneta e la costruzione del Duomo di Firenze?

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La grande corona di Santa Maria del Fiore ha una storia lunga e travagliata. Il corpo della cattedrale fu progettato da Arnolfo di Cambio nel 1296 ma fu terminato per vari intoppi solo nel 1421. Però non c’erano ancora idee per la cupola, così restarono a cielo aperto per molto tempo.

Nel 1418 il bando dei lavori per costruire una copertura fu vinto da Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti, gli amici-nemici che si erano già “scontrati” sulla porta nord del Battistero di San Giovanni. I lavori durarono fino al 1436, quando il Duomo venne inaugurato da Papa Eugenio IV.

Peposo, Santa Maria del Fiore Duomo Firenze

Da dove viene il peposo?

Di questo spezzatino invece non abbiamo date così precise ma sappiamo qualcosa sulla sua vera origine. A Greve e all’Impruneta si trovavano le fabbriche di mattoni, dei nostri classici orci per l’olio e così via.

Gli operai lavoravano dalla mattina alla sera alle fornaci e non avevano molte monete in tasca.

Così incominciarono a buttare “ciò che capitava” dentro un orcio all’alba, tenuto sulla bocca del forno per evitare di carbonizzare il tutto.

La carne preferita erano i tagli poveri del manzo come il muscolo e lo zampetto, che questa cottura lenta si ammorbidiva fino a  farli diventare saporiti e morbidi. Poi si aggiungeva tanto pepe, svariati spicchi d’aglio e vino rosso ed ecco il nonno del nostro peposo che veniva accompagnato da tanto pane.

Peposo, Filippo Brunelleschi

Dopo aver estromesso Ghiberti dai lavori nel 1425, Brunelleschi si trovò davanti ad un problema: quando i suoi artigiani scendevano per andare a pranzo nelle osterie ritornavano al lavoro un po’ brilli, facendo perdere un sacco di tempo. Così, dopo aver assaggiato il peposo ed aver scoperto la sua storia, decise di creare due “mense” direttamente sulle impalcature dei lavori.

Faceva portare su il vino e il peposo dentro gli orci con gli argani del cantiere, così le perdite di tempo della discesa erano state eliminate e si poteva lavorare a ben altro ritmo. Quindi possiamo dire un piccolo grazie a questo semplice ma strabiliante piatto. Anche lui ha contribuito nel suo piccolo alla costruzione del nostro Duomo.

 

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