Siviero, lo 007 toscano che salvò l’arte italiana

Ai piedi del Piazzale Michelangelo c’è la residenza di uno dei detective dell’arte più famosi della storia. Un’elegante casa-museo che raccoglie una collezione privata dal valore inestimabile, ma che puoi visitare gratis.

Storico dell’arte, agente segreto, partigiano, ministro: un uomo dalle molte vite Rodolfo Siviero (1911-1983), un personaggio dall’esistenza unica e rocambolesca, interamente dedicata all’Italia e alle sue meraviglie.

È proprio a questo colto e appassionato collezionista toscano che si deve il recupero di gran parte delle opere italiane trafugate dai  nazisti durante la Seconda guerra mondiale, e la nascita di uno dei più interessanti musei gratuiti di Firenze.

Senza il suo operato l’Italia e il mondo avrebbero perso alcune delle opere più straordinarie, come l’Annunciazione del Beato Angelico, la Danae di Tiziano e un’infinità di dipinti della Galleria degli Uffizi. Un patrimonio unico e preziosissimo che Siviero difese durante la guerra e cercò di recuperare interamente fino al giorno della sua morte.

Sul Lungarno Serristori si trova oggi la casa-museo di Siviero contenente la sua collezione privata, che spazia dai reperti etruschi fino a opere di De Chirico e Pietro Annigoni, personalità a cui fu legato da un profondo legame d’amicizia.

Aperto al pubblico dal 1992, l’edificio è visitabile gratuitamente: l’ultimo, grande regalo del collezionista alla sua Firenze.

 

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