Le case-torri di Firenze, i grattacieli del Medioevo

Che le mode siano cicliche non è un segreto per nessuno. Anche i grattacieli che rappresentano il simbolo delle più moderne metropoli, trovano i loro antenati nelle case-torri di cui Firenze vanta esemplari degni di nota.

Questione di spazio e di controllo

La casa-torre è una costruzione fortificata in auge nel Medioevo. Tutti conoscono San Gimignano, la Manhattan medioevale, ma a Firenze cosa è rimasto di queste torri

case-torri firenze

All’epoca, la città era molto piccola e la prima cinta muraria racchiudeva soltanto quello che oggi è il centro storico. 

Tuttavia, la produttività delle botteghe artigiane e la conquista dei paesi limitrofi portavano ad una rapida crescita della popolazione e presto lo spazio all’interno della cortina muraria divenne insufficiente. La città iniziò così a riempirsi di torri.

Chi ha la torre più alta?

Non passò molto tempo che la più tipica delle costruzioni medioevali, divenne simbolo di prestigio e motivo di disputa tra le famiglie più ricche potenti della città. Si intende che ogni torre doveva superare in altezza quelle dei rivali e non mancarono crolli dovuti a manie di protagonismo.

Le case-torri erano alte il doppio di oggi, circa 60 m, e costituivano la soluzione perfetta per alimentare la guerra tra consorterie, ovvero nobili legati da parentele e clientelismo.

I fiorentini di allora, infatti, erano piuttosto sanguinari. Le faide familiari  durarono secoli e sfociarono nella guerra tra i Guelfi, amici del Papa, e i Ghibellini, dalla parte dell’Imperatore.

Le mie case-torri preferite

Le case-torri di Firenze sono moltissime ed ognuna ha una storia che varrebbe la pena conoscere e una famiglia da ricordare. Questa volta ho scelto di raccontarti le mie preferite.

Parto dalla torre dei Visdomini, quella in via delle Oche, con affissa una targa che recita i versi della Divina Commedia: «Così facean li padri di coloro che, sempre che la vostra chiesa vaca, si fanno grassi, stando in concistoro». Versi riferiti a quei Visdomini che, millantandosi protettori della Chiesa, occupavano il palazzo arcivescovile tra un vescovado e l’altro, guadagnandoci i relativi profitti.

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E ancora, la torre dei Donati, appena fuori della piazza omonima. Non prendere per pazzo chi la chiama torre, una volta era alta circa 60 metri. Almeno finché, alla fine del Duecento, come a quasi tutte le sue sorelle, capitò in sorte di essere “scapitozzata“, cioè mozzata nel tentativo di scoraggiare le lotte tra fazioni. Ed è proprio il caso di dire che con questa si sono lasciati prendere la mano.

Impossibile non citare, la torre della Castagna in Piazza San Martino, prima sede del governo cittadino. Lo strano nome si deve ad un particolare evento che vede i priori, che là si riunivano, assediati dalla folla inferocita. Una volta esaurite le pietre da tirare amabilmente di sotto, iniziarono con i sacchi di castagne.

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Infine, la torre divenuta poi campanile, inglobata nel Palazzo del Podestà, dal Cinquecento sede del Bargello. Situata in via del Proconsolo, risale alla metà del Duecento e ai tempi non era un posto dove vi sarebbe piaciuto andare a curiosare.

L’edificio ospitava infatti il tribunale e la prigione. Ti basti sapere che le facce dei condannati che riuscivano a scappare venivano dipinte sulla facciata del palazzo perché avessero visibilità pubblica.

E adesso, non dirmi che le conoscevi già tutte. E se così fosse, sappi che la lista è lunga e di imparare non si finisce mai, soprattutto a Firenze.

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Foto credits: italy.roxolan.org (immagine interna 1); it.wikipedia.org (immagine interna 2); commons.wikimedia.org (immagine interna 3); www.vespuccifirenze.it (cover)

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