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Esistono ancora gli American Dreamers? Palazzo Strozzi fino al 15 luglio

Fino al 15 Luglio CCC Strozzina in collaborazione con l’Hudson Rivere Museum di Yonkers presenta American Dreamers

Undici artisti americani danno la loro personale risposta alla domanda:

Che fine ha fatto il Sogno Americano?

Pare che i personaggi dei romanzi di Horatio Alger siano riusciti a conquistarsi la Terra Promessa, sulla quale costruire pezzo per pezzo la propria perfetta e rispettabile vita da buon cittadino.

Probabilmente  il progetto presentato ai cittadini americani somigliava al Panorama di Adam Cvijanovic, con cui viene aperta la mostra, un paesaggio essenziale, omologato, tipicamente americano, nulla di meglio per sentirsi parte di una comunità!

Ma la natura sradicata per far spazio alla manipolazione dell’uomo messa sotto gli occhi dello spettatore, cela un altro significato.

I cittadini americani ambivano al sogno e non riuscivano a vedere oltre il desiderio di benessere, condizione interpretata genialmente da Patrick Jacobs tramite diorami di rassicuranti scorci urbani e paesaggi visibili attraverso piccolissimi oblò, le cui dimensioni sono alterate da un gioco di lenti che creano anche un senso di stordimento, affaticando la vista.

Così i lavoratori americani acquistarono la villetta dei loro sogni, accumulando debiti verso lo Stato, immaginato da Thomas Doyle come un regno cattivo delle favole, che attraverso delle sfere di cristallo controlla la realtà del popolo a cui presto mancherà la terrà sotto i piedi e le cui proprietà saranno consumate dai debiti.

Ma They have a Dream! Così viene dato al popolo altro per distrarsi, a questo proposito Nick Cave crea abiti sonori surreli, fatti di paillettes o di pellicce  e Will Cotton dipinge, con una certa austerità Settecentesca, case di marzapane e donne nude avvolte da zucchero filato, dove spicca anche la splendida Katy Perry, icona pop dei nostri tempi.

Il tema onirico è presente nelle splendide donne fotografate da Adrien Broom, che richiamano l’iconografia dell‘Ofelia, immerse in un dolce ma intenso dolore.

Kirsten Hassenfeld e Mandy Green creano oggetti del desiderio e mondi paralleli, come le stelle fatte di carta da regalo o galassie fatte di bottoni e oggetti luccicanti.

Laura Ball, invece, analizza l’inconscio attraverso alcuni acquarelli di immagini allegoriche, influenzate dalle teorie di Jung della rappresentazione dell’inconscio; mentre la realtà ritorna nelle pitture di Richard Deon che crea scene pur surreali e paradossali ma che muovono lampanti critiche verso la società americana adoperando la grafica tipica dell’educazione civica degli anni ’50.

Brutalmente realista è l’opera di Christy Rupp che riflette sullo sfruttamento degli animali nelle produzioni di massa creando scheletri di uccelli fatti con le ossa di scarto raccolte nei fastfood e sullo stesso principio crea i collage sulla scia dell’Art Nouveau, nota per la sua critica accesa nei confronti della società industriale.

American Dreamers ci offre undici tasselli per raccontare le promesse infrante del popolo americano in una mostra, particolarmente ben riuscita, che porta lo spettatore a porsi inevitabili domande sulle proprie risorse e sulla reale possibilità di realizzare i propri sogni.

 

American dreamers 9 marzo - 15 luglio
A cura di:
Bartholomew F. Bland

CCC Strozzina - Fondazione Palazzo Strozzi
Firenze,Palazzo Strozzi, Piazza Strozzi

Orario: martedì - giovedì 10:00-20:00 giovedì 18:00 - 23:00
Ingresso: intero 5€, ridotto 4€  giovedì sera gratuito

Altre informazioni qui

 

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