Come e perché andare a Palazzo Strozzi a vedere Picasso

Non sapevo che Picasso fosse stato a Firenze, nel 1917 e nel 1949, che non gli piacesse come era illuminato Palazzo Vecchio e che rimase invece incantato dai colori del Mercato di San Lorenzo.

Non lo sapevo, e non avevo mai nemmeno visto le foto che lo ritraggono sul lungarno, al Ponte Vecchio o mentre tende la mano al grugno del porcellino come un turista qualsiasi.
Picasso e la modernità spagnola insomma, mi ha fatto scoprire un sacco di cose, anche alcune un po’ frivole. Una mostra piuttosto articolata con oltre 90 opere tra dipinti, disegni, incisioni, sculture e un film.

La mostra, che sarà a Palazzo Strozzi fino a inizio 2015 nasce in collaborazione con il Museo Reina Sofia di Madrid ed è concepita per mostrare quali sono state le novità più significative che Picasso e gli altri maestri spagnoli hanno portato al panorama artistico internazionale durante il Novecento. Un aspetto che viene sviscerato attraverso l’analisi di più temi, l’arte che riflette sull’arte, il rapporto tra realtà e sopra-realtà, tra natura e cultura, l’impegno di Picasso nella tragedia storica della guerra e l’emergere del mostro dal volto umano.

Si potrebbe considerare una mostra di una certa complessità, ma che è risolta in modo tale da fornire molti strumenti utili alla sua comprensione, una mostra che ha bisogno di tempo, non provate a visitarla in mezz’ora, credo ne sareste delusi.

Molto interessante è che, ai visitatori venga chiesto di lasciare pensieri e opinioni rispetto ad alcuni temi, brevi scritti che entreranno a far parte dell’esposizione stessa ciclicamente. Una mostra che dunque necessita attenzione e che, se siete disposti a dedicargliela, vi insegnerà qualcosa.

Il periodo cronologico che la mostra comprende va dal 1910 al 1963 ed è stata realizzata con l’intenzione di creare per Palazzo Strozzi un’esposizione che raccontasse qualcosa di diverso, una visione inedita ed esclusiva studiata per questa occasione.

 Picasso

Ovviamente troverete anche alcuni capolavori, come il Ritratto di Dora Maar, esposto in Italia per la prima volta, o Testa di donna, opere che decisamente ti fanno capire come, vedere il lavoro di un artista dal vivo faccia comprendere aspetti non apprezzabili in altro modo.

La tecnica usata, l’uso del colore e il modo di stenderlo sono aspetti che riescono a delineare un rapporto di comprensione tra spettatore e opera che è sempre molto stimolante e che vi consiglio di provare a cercare anche con Picasso. Oltre alle opere di Picasso vorrei anche segnalarvi almeno la splendida Figura e uccello nella notte di Mirò e Arlecchino di un Dalì che di certo non siete abituati a vedere.

La parte più sensazionale della mostra è senza dubbio la sala dedicata ai disegni di studio per Guernica. Picasso, partendo dai temi sviluppati nelle saghe del Minotauro e della donna torero elaborò i simboli della Tragedia e qui, vedrete per la prima volta esposti insieme, una serie di incisioni e disegni che raccontano quel percorso.

Questa sezione, densa di opere grafiche delicatissime, alcune così fragili che si sta considerando di non esporre più, è assoluta, non è possibile non rimanerne impressionati.

Una mostra consigliata perchè insegna a conoscere un po’ meglio Picasso e le più interessanti idee e novità dell’arte dei primi 50 anni del secolo scorso, da vedere con spirito curioso, occhi ben aperti e una certa calma.

 

Picasso e la modernità spagnola 20 settembre 2014 – 25 gennaio 2015
Palazzo Strozzi
Piazza Strozzi, 1

A cura di Eugenio Caramona

Orario: 10.00 – 20.00; giovedì 10.00 – 23.00
Biglietto: Intero € 10,00; ridotto € 8,50 

Credits immagine di copertina: Pablo Picasso (Malaga 1881-Mougins 1973) Testa di cavallo. Schizzo per “Guernica” 2 maggio 1937, olio su tela, cm 65 x 92. Collezione del
Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, Legato Picasso, 1981

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