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Cara Valentina. Ricordando Guido Crepax

Il 15 Luglio 1933 nasceva un grande disegnatore italiano. Che spalancò le porte del fumetto sul mondo dell’arte.

Architetto di formazione, pubblicitario agli esordi, scrittore di fantascienza ma soprattutto mirabile fumettista.

Questo l’eclettico itinerario di Guido Crepax, disegnatore prolifico e artista complesso, anche se il suo nome resta indissolubilmente legato a quello di Valentina, il personaggio che gli dette fama e onori in tutto il mondo.

Nato il 15 luglio 1933 a Milano, si laurea in architettura al Politecnico nel 1958, pur avendo già intrapreso la strada del disegnatore pubblicitario.

Dopo aver disegnato alcune copertine di dischi LP, nel 1957 realizza la campagna pubblicitaria della benzina Shell, opera che gli valse la Palma d’Oro.

Del 1965 è invece il debutto sulla rivista Linus come fumettista, per la quale crea Philip Rembrandt, detto Neutron, critico d’arte e investigatore, che ben presto verrà soppiantato nel ruolo di protagonista dalla fidanzata Valentina.   

Nasceva così la capostipite del fumetto erotico nostrano, divenendo ben presto un vero fenomeno di culto.

 

Curiosa e sensuale, fragile e modernissima, Valentina è ancora oggi la creatura più complessa e amata del fumettista milanese.

Una Lolita d’inchiostro, che prende in prestito il suo inconfondibile caschetto nero dall’attrice statunitense Louise Brooks, diva del cinema muto e archetipo della femme fatale.

In una delle lettere che l’attrice inviò al disegnatore, leggiamo: «Tu hai afferrato la mia vera essenza». Un’essenza intrepida ed emozionale, sempre in bilico tra sogno e realtà.

Modello più o meno inconfessato per molte donne, sogno proibito per il pubblico maschile, Valentina è un personaggio inventato ma con problemi reali: fotografa di professione con un’adolescenza segnata dall’anoressia, conduce un’esistenza turbolenta, spesso assalita da incubi deliranti e da una sessualità che talvolta sfocia nel feticismo.

Una donna moderna ed emancipata, scevra da ogni tipo di moralismo o ipocrisia, che vive e mostra il suo corpo senza pudore. Libera da costrizioni sociali e folli inibizioni borghesi.

La sua carta d’identità ci racconta che Valentina  Rosselli è nata il giorno di Natale del 1942 e che dunque nel 2012 compirà 70 anni. Il segreto del suo elisir di giovinezza sta tutto nel pennino del suo creatore, che ha saputo concretizzare in lei un’idea di libertà certamente transgenerazionale.

Crepax è stato un artista di livello, un Maestro del bianco e nero che è riuscito ad aprire le porte del fumetto sul mondo artistico che gli stava intorno. Grazie alla sua opera, le tavole dei fumetti sono entrate nelle gallerie d’arte, ottenendo così un meritato riconoscimento artistico.

Una frase su Valentina, rinvenuta in uno dei suoi scritti personali, recita: «Vorrei provare ad abbandonarla… farle spegnere la luce una sera e non andarla a disturbare mai più. Ma sono indeciso, ho paura di lasciarla». E, per nostra grande fortuna, non lo ha mai fatto.

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