Alexander Borissov: come ti cucino l’opera d’arte (a colpi di tortello)

Tortellini come pennelli. Arriva a Firenze Alexander Borissov, l’artista russo che crea opere lanciando sulla tela pasta ripiena immersa nel colore. L’abbiamo intervistato.

Non si gioca col cibo. A meno che dopo tu non sia in grado di vendere le tue opere d’arte. Qualcuno ce la fa: Alexander Borissov si è specializzato in ravioli paintings, quadri realizzati lanciando pasta ripiena immersa nel colore su una tela.

Nato in Russia ai tempi della cortina di ferro, ma oggi londinese a tutti gli effetti, Borissov sarà a Firenze dal 21 al 24 marzo per “cucinare” in loco alcune opere da esporre in occasione della mostra-concorso Small Wonders, organizzata da LINEA Spazio Arte Contemporanea (via delle Porte Nuove, 10) a cavallo tra fine aprile e inizio maggio.

“Per molte persone l’arte è associata a un oggetto o a un’installazione. Per me  – spiega l’artista – è un processo creativo che in qualche modo altera la nostra percezione della vita e della bellezza, facendo nascere una serie di pensieri e sentimenti”.

Scordatevi anche il luogo comune che l’artista voglia per forza comunicare qualcosa. Se vi stavate già interrogando sulla connessione tra cibo iettato sulla tela e consumismo dell’era postmoderna siete completamente fuori strada.

“Creare ‘ravioli paintings’ mi dà semplicemente un immenso sentimento di libertà e di gioia. Se proprio dev’esserci uno scopo, è quello di condividere questa gioia con il pubblico, invitandolo a ricreare un’immagine unica nella sua testa”.

Se proprio vogliamo guardare al dettaglio non di ravioli si tratta, ma di tortellini, che a quanto pare rappresentano lo  “strumento ideale per lanciare la pittura sulla tela: hanno un certo peso, ma sono anche sufficientemente morbidi da creare un percorso di linee delizioso”.

Appunto. Il risultato: rigorosamente astratto, anche se “qualcuno vi individua delle figure, delle creature, degli oggetti, mentre altri si limitano a godersi il gioco di forme e colori”.

Alexander Borissov a Firenze ravioli painting

Per Alexander Borissov questa sarà la prima volta a Firenze: “Un sogno che si avvera. Quando ero piccolo desideravo di vederla, ma naturalmente, nella Russia comunista era inimmaginabile”. Ancor più improbabile realizzare un altro sogno.

“A 19 anni avrei voluto comprare un Botticelli, ma per ovvie ragioni non potevo. Così me ne sono dipinto uno da solo. Pensare fuori dagli schemi è una delle capacità che ho appreso dai grandi maestri fiorentini, cosa che mi ha portato poi al ravioli painting”.

Averli visti rimbalzare imbrattati di colore, non ha comunque alterato la percezione dell’artista sui tortellini: “adoro ancora mangiarli”, confessa Alex Borissov.

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